
Da cinque anni i cittadini di Milano hanno portato all’attenzione dell’Amministrazione Comunale la loro contrarietà alla realizzazione del suddetto parcheggio di 713 posti auto a rotazione, che viene ad insistere su un’area di rilevante interesse archeologico e storico.
Gli scavi archeologici, richiesti dalla Soprintendenza hanno messo in luce reperti di diverse epoche storiche:
- i basamenti in ceppo delle cinquecentesche Mura Spagnole, che delimitavano a nord la Darsena, parte del Bastione Gonzaga e uno Spalto con due tratti della cortina muraria ad esso collegata;
- quattrocento metri lineari delle mura dell’antico porto, costruito tra il 1817 e il 1818, per riconfigurare il bacino, ammodernarlo e adeguarlo all’incremento delle attività portuali previste con l’arrivo, nel 1819, del Naviglio Pavese. Da allora la Darsena ha assunto quella forma che, salvo alcune piccole modifiche del 1918, ancora oggi vediamo;
- la quattrocentesca pavimentazione lignea della prima conca che fu mai realizzata in Europa e che ha consentito il collegamento tra la Darsena e la Cerchia Interna senza interferenze con il regime idrico della rete dei canali milanesi: la Conca di Viarenna, ideata e realizzata nel 1439 da Filippino da Modena e Fioravante da Bologna, due ingegneri della Fabbrica del Duomo. L’invenzione del sistema “conca” ha attirato su Milano l’ammirazione di tutta l’Europa e ne ha rivoluzionato e modernizzato l’intero sistema di navigabilità dei canali interni.
I disegni della Conca di Viarenna, effettuati quarant’anni dopo da Leonardo da Vinci, sono contenuti nel Codice Atlantico conservato nella Biblioteca Ambrosiana.
L’importanza storica, ambientale, ma anche simbolica di questo luogo è documentata e riportata in articoli dei più importanti quotidiani cittadini e italiani, la stessa stampa estera si è occupata di questo nodo di incontro delle acque della città e dei suoi ambiti costituiti dai canali ancora scoperti del Naviglio Grande e del Naviglio Pavese e dai vecchi edifici in cui un tempo lavoravano artisti e artigiani, ora per lo più estromessi dalla speculazione derivante dall’incremento spropositato degli esercizi pubblici –serali e notturni- che hanno mortificato l’anima del quartiere.
E’ stata preparata e depositata al Ministero per i Beni Culturali un’interrogazione parlamentare sottoscritta dai Senatori Maria Pellegatta, Carlo Fontana e Giovanna Cappelli che ancora non è stata discussa e non ha avuto quindi risposta.
E’ stato depositato al TAR di Milano un ricorso firmato da cittadini residenti, che sarà attivato non appena sarà deciso definitivamente l’avvio dei lavori, poiché la Soprintendenza Regionale non ha bloccato il progetto, nonostante le paratie della costruzione sotterranea che saranno posizionate a pochi metri dalla Conca Lignea inamovibile, nonostante gli ascensori e le griglie di areazione che saranno realizzati tra e lungo le mura e i bastioni ritrovati.
Lo stesso progetto di riqualificazione superficiale, vincitore di un Concorso Internazionale, approvato ancor prima che si completassero gli scavi, non prevede ad ora il recupero e la valorizzazione dei reperti. Ciò testimonia quanto poco valore e attenzione sia stata data a quest’area di Milano che fa parte delle zone a rischio archeologico come documentato dalle carte prodotte dalla Soprintendenza e consegnate all’Amministrazione comunale.
Si prevede inoltre una variante che aggiungerà agli indicati 713 posti auto a rotazione circa 350 Box a carattere residenziale (quindi una mega-struttura di più di mille posti auto ) in una zona centrale della città, ricoveri, questi ultimi, che potrebbero essere realizzati in ambiti vicini ma più appropriati.
La proposta caldeggiata e rispettosa di queste presenze indica come possibile soluzione l’attuazione di un parco archeologico che partendo dalla sponda –sud della Darsena abbracci l’area caratterizzata dalla presenza dell’Arena, della Conca di Viarenna, della Basilica di S. Eustorgio fino alle Colonne romane e alla Basilica di S. Lorenzo. Si realizzerebbe un’area (isola ambientale) di rilevante interesse storico, turistico e culturale.
Il nostro impegno è finalizzato a un recupero e alla valorizzazione di questi ambiti protetti da un vincolo paesaggistico ma non monumentale. Come cittadini abbiamo solo la coscienza della giustezza di questo obiettivo, rafforzato dalle iniziative di altri cittadini che stanno lottando per cause simili non solo a Milano ma in molte altre città italiane. Riteniamo che la voce di un’Associazione, accreditata e sensibile alla cultura della tutela del patrimonio storico del nostro paese, possa appoggiare questa causa e cercare di convincere le autorità competenti a scrivere un finale che preveda la valorizzazione rispettosa e appropriata di questo luogo che rimane il simbolo della Milano “città delle acque”.
In attesa di una Vostra risposta inviamo i nostri più sentiti saluti.
Gabriella Valassina
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