lunedì 31 dicembre 2007

Sventiamo il parcheggio della Darsena: una lettera a Italia Nostra


Da cinque anni i cittadini di Milano hanno portato all’attenzione dell’Amministrazione Comunale la loro contrarietà alla realizzazione del suddetto parcheggio di 713 posti auto a rotazione, che viene ad insistere su un’area di rilevante interesse archeologico e storico.
Gli scavi archeologici, richiesti dalla Soprintendenza hanno messo in luce reperti di diverse epoche storiche:
- i basamenti in ceppo delle cinquecentesche Mura Spagnole, che delimitavano a nord la Darsena, parte del Bastione Gonzaga e uno Spalto con due tratti della cortina muraria ad esso collegata;
- quattrocento metri lineari delle mura dell’antico porto, costruito tra il 1817 e il 1818, per riconfigurare il bacino, ammodernarlo e adeguarlo all’incremento delle attività portuali previste con l’arrivo, nel 1819, del Naviglio Pavese. Da allora la Darsena ha assunto quella forma che, salvo alcune piccole modifiche del 1918, ancora oggi vediamo;
- la quattrocentesca pavimentazione lignea della prima conca che fu mai realizzata in Europa e che ha consentito il collegamento tra la Darsena e la Cerchia Interna senza interferenze con il regime idrico della rete dei canali milanesi: la Conca di Viarenna, ideata e realizzata nel 1439 da Filippino da Modena e Fioravante da Bologna, due ingegneri della Fabbrica del Duomo. L’invenzione del sistema “conca” ha attirato su Milano l’ammirazione di tutta l’Europa e ne ha rivoluzionato e modernizzato l’intero sistema di navigabilità dei canali interni.
I disegni della Conca di Viarenna, effettuati quarant’anni dopo da Leonardo da Vinci, sono contenuti nel Codice Atlantico conservato nella Biblioteca Ambrosiana.

L’importanza storica, ambientale, ma anche simbolica di questo luogo è documentata e riportata in articoli dei più importanti quotidiani cittadini e italiani, la stessa stampa estera si è occupata di questo nodo di incontro delle acque della città e dei suoi ambiti costituiti dai canali ancora scoperti del Naviglio Grande e del Naviglio Pavese e dai vecchi edifici in cui un tempo lavoravano artisti e artigiani, ora per lo più estromessi dalla speculazione derivante dall’incremento spropositato degli esercizi pubblici –serali e notturni- che hanno mortificato l’anima del quartiere.
E’ stata preparata e depositata al Ministero per i Beni Culturali un’interrogazione parlamentare sottoscritta dai Senatori Maria Pellegatta, Carlo Fontana e Giovanna Cappelli che ancora non è stata discussa e non ha avuto quindi risposta.
E’ stato depositato al TAR di Milano un ricorso firmato da cittadini residenti, che sarà attivato non appena sarà deciso definitivamente l’avvio dei lavori, poiché la Soprintendenza Regionale non ha bloccato il progetto, nonostante le paratie della costruzione sotterranea che saranno posizionate a pochi metri dalla Conca Lignea inamovibile, nonostante gli ascensori e le griglie di areazione che saranno realizzati tra e lungo le mura e i bastioni ritrovati.
Lo stesso progetto di riqualificazione superficiale, vincitore di un Concorso Internazionale, approvato ancor prima che si completassero gli scavi, non prevede ad ora il recupero e la valorizzazione dei reperti. Ciò testimonia quanto poco valore e attenzione sia stata data a quest’area di Milano che fa parte delle zone a rischio archeologico come documentato dalle carte prodotte dalla Soprintendenza e consegnate all’Amministrazione comunale.
Si prevede inoltre una variante che aggiungerà agli indicati 713 posti auto a rotazione circa 350 Box a carattere residenziale (quindi una mega-struttura di più di mille posti auto ) in una zona centrale della città, ricoveri, questi ultimi, che potrebbero essere realizzati in ambiti vicini ma più appropriati.
La proposta caldeggiata e rispettosa di queste presenze indica come possibile soluzione l’attuazione di un parco archeologico che partendo dalla sponda –sud della Darsena abbracci l’area caratterizzata dalla presenza dell’Arena, della Conca di Viarenna, della Basilica di S. Eustorgio fino alle Colonne romane e alla Basilica di S. Lorenzo. Si realizzerebbe un’area (isola ambientale) di rilevante interesse storico, turistico e culturale.
Il nostro impegno è finalizzato a un recupero e alla valorizzazione di questi ambiti protetti da un vincolo paesaggistico ma non monumentale. Come cittadini abbiamo solo la coscienza della giustezza di questo obiettivo, rafforzato dalle iniziative di altri cittadini che stanno lottando per cause simili non solo a Milano ma in molte altre città italiane. Riteniamo che la voce di un’Associazione, accreditata e sensibile alla cultura della tutela del patrimonio storico del nostro paese, possa appoggiare questa causa e cercare di convincere le autorità competenti a scrivere un finale che preveda la valorizzazione rispettosa e appropriata di questo luogo che rimane il simbolo della Milano “città delle acque”.
In attesa di una Vostra risposta inviamo i nostri più sentiti saluti.

Gabriella Valassina

Lo scempio di Piazza Sant’Ambrogio: una lettera

Vorrei esprimere in modo sintetico ma incisivo il mio punto di vista sullo scempio, perché di questo si tratta, che si sta consumando in Piazza Sant’Ambrogio.
Credo sia inutile ricordarvi che la nostra Piazza Sant’Ambrogio, quella di tutti i milanesi veri, è una delle piazze più importanti del mondo. Il Patrono di Milano, Sant’Ambrogio per chi non lo sapesse, è custodito nella cripta sotto il famosissimo altare.
Fa accapponare la pelle immaginare che in linea d’aria a pochi metri da lui si sia pensato di costruire paratie in cemento armato e che il suo riposo centenario sarà disturbato da motori di centinaia di SUV. Non mi soffermerò sull’opportunità di costruire o meno questo parcheggio. Sconsolanti le dichiarazioni dell’Assessore Sgarbi in merito, il quale a parole è completamente schierato contro l’opera, ma nel contempo impotente come sembra esserlo perfino il Sindaco Moratti. Come se questo parcheggio fosse un male inevitabile, incurabile, una decisione ormai presa chissà da chi.
Di certo fa semplicemente ridere far partire il tanto decantato Ecopass tra meno di un mese e allo stesso tempo costruire parcheggi a rotazione in centro storico. Il potere dei soldi. Non il benessere dei cittadini. La solita doppia beffa.
Vorrei esprimervi ora il panorama che mi trovo di fronte ogni giorno uscendo dal mio portone, e credo di poter dire senza presunzione di parlare a nome di tutti i residenti nella Piazza.
Abito di fronte al cantiere. Ho due bambini, di 4 e 2 anni.
Esco dal portone. Sporcizia ovunque. L’unico marciapiede agibile e’ invaso all’inverosimile da macchine. Impossibile passare con i passeggini. Mai una multa.
Tra un autobus e l’altro (sì, perché passano sia la 50 che la 58) attraverso la strada e mi introduco in quel budello che dovrebbe condurmi verso l’Università Cattolica. Tutto il percorso e i giardinetti ridotti nel degrado più incivile. Probabilmente neanche i rom ci costruirebbero una baracca.
Insomma uno spettacolo desolante. Una piazza ridotta un cumulo di macerie e sporcizia. Un traffico ovviamente isterico. Un rischio giornaliero per noi e i nostri bambini. E una sensazione di incertezza e omertà che regna, intoccabile.
Mio padre, classe 1922, come tutti noi è indignato. Al ritorno dalla seconda guerra mondiale trovò la sua casa in Piazza Sant’Ambrogio dove vive ancora adesso bombardata, ma mi assicura che la Piazza non era devastata come adesso. E vuole rivederla.
Ma perché invece di fare un altro parcheggio non si sfrutta quello vicinissimo di Via Olona, cinque piani interrati, inutilizzato?
Ma quando finiranno questi lavori? Anzi, quando inizieranno visto che da due anni si scava e si e’ sempre fermi? Era così indispensabile costruire il parcheggio in un luogo dove era ovvio si sarebbero trovati rilevanti reperti?
Ma perché non esiste un controllo quotidiano di almeno un vigile di quartiere sulla sosta selvaggia? Ma perché la 50 e la 58 non possono nel frattempo deviare il percorso per corso Magenta-Carducci? Ma perché non si vieta la circolazione consentendo questa solo ai residenti?
Ma perché non si provvede a rendere decorosa la vivibilità della Piazza attraverso paratie meno squallide e un controllo quotidiano dello stato di pulizia delle aree percorribili?
Ma soprattutto: perché dobbiamo venire noi cittadini a gridare queste cose?

Francesca Caccia Dominioni

giovedì 20 dicembre 2007

Mettiamo ordine in piazza Duomo


Soluzioni antibivacco modificando la scalinata del sagrato, interramento del cantiere della Veneranda Fabbrica del Duomo, lotta dura ai venditori ambulanti, maggiore severità sulle manifestazioni commerciali che in ogni parte dell'anno ingombrano la piazza più importante e simbolica di Milano. Il 19 dicembre si è tenuta una conferenza stampa di Italia Nostra per lamentare le condizioni di degrado in cui versa la piazza, richiamando le leggi e le direttive che implicherebbero di trattare piazza Duomo e Galleria con maggiore rispetto e senso del decoro. Si è accennato anche alla tutela del Garage Traversi in piazza San Babila, minacciato da una sua trasformazione, con aumento notevole della volumetria in centro commerciale. Infine si è acennato alla possibilità, più a lungo termine, di ricalibrare l'equilibrio dei "poteri" nella piazza Duomo, proponendo la presenza degli uffici del sindaco a Palazzo Reale. Ma su questo aspetto ci ritorneremo presto.

articolo 1, articolo 2

lunedì 10 dicembre 2007

Cusago: ancora cemento nel Parco Sud


Non bastava il Cerba. Nei comuni del Parco Agricolo Sud non si contano più le nuove urbanizzazioni. Una segnalazione arriva da Cusago, nell'Ovest milanese, sede di un bellissimo ancorché fatiscente castello, e ora balzato agli onori della cronaca per alcuni nuovi progetti immobiliari che potrebbero alterare profondamente l'aspetto - e lo spirito - del borgo. Ovviamente tutti con nomi che si rifanno all'illustre casata viscontea, come il "Fontanile Visconti" e i "Giardini Viscontei" della Pirelli Real Estate. Non secondario un altro progetto, che prevede di edificare la nuova scuola del paese proprio in faccia alla chiesa di Santa Amria Rossa. Ne riferisce il bel giornale "Il Rile di Muggiano". L'impegno di Italia Nostra è di seguire la vicenda.

venerdì 30 novembre 2007

Il 14 dicembre in San Marco alla scoperta del Legnanino in vista del restauro di Italia Nostra


Proseguono i restauri finanziati da Italia Nostra tramite il Fondo Enzo Monti grazie al quale numerosi beni storico-artistici sono stati restituiti alla primitiva bellezza.
Oggetto di questo nuovo intervento sarà una grande tela settecentesca del pittore milanese Stefano Maria Legnani detto “il Legnanino”; il dipinto rappresenta San Gerolamo che traduce le Sacre Scritture ed è situato nella Basilica di San Marco a Milano.
A questo quadro corrisponde, di fronte, una Natività, anch’essa del Legnanino, e attualmente in fase di avanzato restauro; quest’opera ha svelato una particolarità interessante e inconsueta: intervenendo nella zona superiore della tela sono emerse notevoli parti di figure provenienti da altri dipinti ritagliate ed aggiunte alla tela originale al fine di ingrandirla.
Entrambi i quadri, di proprietà della Pinacoteca di Brera, e da quasi due secoli in deposito a San Marco, provengono dall’antica chiesa dei Santi Cosma e Damiano che sorgeva nel luogo in cui attualmente ha sede il Teatro Filodrammatici.
In prossimità delle feste natalizie, oltre ai soci e agli amici di Italia Nostra, tutti i cittadini milanesi interessati a conoscere da vicino due capolavori di uno dei massimi esponenti del Settecento lombardo, sono invitati per:
Venerdì 14 dicembre alle ore 17.30 in San Marco
dove sarà eccezionalmente esposta la Natività con ancora visibili queste parti aggiunte, sino ad ora non note e attualmente in fase di studio, che saranno poi coperte al termine del restauro.
E’ questa una preziosa opportunità per effettuare un confronto diretto tra le due tele constatando quali sono gli effetti di un’accurata operazione di restauro e prendere visione dei criteri con i quali in passato avvenivano disinvolti interventi anche sulle opere di grandi pittori.
Al benvenuto di mons. Luigi Testore, Parroco di San Marco, faranno seguito gli interventi illustrativi di Sandrina Bandera, funzionario della Sovrintendenza di Brera e direttrice del restauro in corso, della restauratrice delle tele Delfina Fagnani Sesti e di Anna Finocchi, storica dell’Arte e consigliera di Italia Nostra.
La manifestazione sarà accompagnata da brani musicali eseguiti all’antico organo Antegnati (fine XVI sec.) dal maestro Riccardo di Sanseverino.
Ingresso libero

mercoledì 21 novembre 2007

Italia Nostra, WWF e FAI: la delegittimazione dei parchi rischia di compromettere l'Expo

Se la Giunta Regionale approverà gli emendamenti alla Legge sull’urbanistica, a danno dei parchi regionali, WWF Italia, Italia Nostra e FAI ne informeranno il BIE che sta vagliando la candidatura di Milano per l’Expo 2015.
Gli emendamenti alla legge Urbanistica regionale 12/2005 proposti dall’Assessore all’Urbanistica Davide Boni, hanno come obiettivo quello di facilitare ai Comuni espansioni insediative nei 24 Parchi Regionali.
La tutela dell’ambiente, della storia, dell’interesse collettivo, sembra essere assente nella politica dell’attuale Giunta Regionale, nonostante le normative europee vadano in direzione opposta. Queste scelte potrebbero generare gravissime conseguenze sulla tutela e gestione delle risorse territoriali e sul sistema della pianificazione.
“E’ il primo vero attacco al sistema dei parchi, un patrimonio collettivo costruito con tanta fatica” dice Enzo Venini Presidente WWF Italia.
Tutto questo mentre in Europa i paesi più avanzati contano su leggi dello Stato che impongono di utilizzare solo aree già urbanizzate per qualsiasi nuova edificazione, raggiungendo così il duplice obbiettivo di recuperare e bonificare le aree dimesse, ricreando paesaggio e allo stesso tempo salvaguardando le aree libere, le aree agricole – così vitali per la vivibilità delle città – e tutte le aree verdi. In Lombardia invece espandiamo le città sui parchi” ha detto Giulia Maria Mozzoni Crespi Presidente FAI.
Tutto ciò avviene mentre il Comune di Milano e la Regione Lombardia, nella promozione dei grandi progetti e dei grandi eventi internazionali quali l’EXPO 2015, diffondono una ”immagine” di attenzione alla tutela e alla riqualificazione dell’ambiente.
WWF e FAI ritengono che l’approvazione di questi emendamenti determinerebbe un nuovo quadro in cui il progetto EXPO 2015 andrebbe ad inserirsi.
Un esempio concreto sono le paventate espansioni insediative che potranno verificarsi all’interno del territorio del Parco Sud, in relazione all’EXPO stesso.
Non ultimo, tali scelte si ripercuoterebbero anche sul Parco del Ticino, importante corridoio ecologico che collega le Alpi al Po che ha il riconoscimento MAB Unesco, in relazione alla espansione dell’aeroporto di Malpensa con la costruzione della terza pista.
Tali emendamenti consentirebbero infatti ai Comuni di introdurre, mediante i propri Piani di Governo del Territorio e tramite procedure semplificate, attribuite per competenza alla Regione, espansioni insediative all’interno dei perimetri dei Parchi Regionali, delegittimando in tal modo l’esistenza dei parchi stessi.
L’enorme consumo di suolo che si continua a registrare anche negli ultimi anni in Lombardia, la crescente compromissione delle risorse territoriali ed ambientali, l’importanza dei Parchi come valore del territorio e come presidio per la conservazione e la tutela di ecosistemi naturali, per la realizzazione di reti ecologiche anche in contesti fortemente urbanizzati non sembrano preoccupare il Governo Regionale.
“Nella proposta avanzata dalla Giunta lombarda, l’espansione dei singoli Comuni, sottratta a logiche di coordinamento anche nei territori dei Parchi, potrà impoverire gli spazi naturali e le aree dedicate all’agricoltura, sulla cui valorizzazione bisognerebbe invece insistere proprio in vista dell’EXPO” Luca Carra Presidente Italia Nostra Milano.
Le conseguenti trasformazioni urbanistiche comprometterebbero sia la compattezza, sia la continuità e l’effettiva capacità di rigenerazione ecologica delle risorse naturali delle aree protette.

martedì 20 novembre 2007

Cara Madunina

La puntata di Report di lunedì 19 è stata dedicata all'urbanistica milanese, con un grosso capitolo sull'affaire parcheggi. Se non avete potuto guardare la trasmissione vi invitiamo a leggere il testo andando nel sito di Report.

lunedì 19 novembre 2007

Fermiamo la legge lombarda anti-parchi

Il 7 novembre scorso l’assessore all’Urbanistica della Regione Lombardia Davide Boni, nella seduta della V Commissione consiliare convocata per discutere le proposte di modifica della legge regionale di governo del territorio (n.12/2005), ha annunciato un ulteriore emendamento della maggioranza che potrebbe generare gravissime conseguenze sulla tutela e gestione delle risorse territoriali e sul sistema della pianificazione.
La modifica annunciata consentirebbe ai Comuni di introdurre, mediante i propri Piani di Governo del Territorio e grazie a procedure semplificate attribuite per competenza alla Regione, espansioni insediative all’interno dei perimetri dei Parchi Regionali.
La sezione di Milano di Italia Nostra ha firmato l'appello ideato da Eddyburg.
Per firmare l'appello contro la modifica della legge andare sul sito http://www.eddyburg.it

sabato 17 novembre 2007

Salviamo il Ticinello

La storia
Il Parco Ticinello insiste su un area di 940.000mq. limitrofo all’abitato nell’area sud della città. Dal 1982 il Comune di Milano ha inserito nelle sua previsione urbanistica questo progetto che prevede la commistione della fruizione pubblica con l’attività agricola.
All’interno dell’area è compresa la struttura della Cascina Campazzo, vero cuore del parco stesso, sia per la presenza di un allevamento di mucche da latte che per la rilevanza della struttura con l’oratorio, l’antico forno a legna ed altri edifici monumentali dell’inizio 800.
Questo progetto pur appoggiato e fortemente voluto dalla popolazione circostante, che già in parte ne gode, grazie alla presenza dell’Associazione del Parco Ticinello ha ad oggi trovato grandi difficoltà ad essere realizzato, soprattutto in forza all’atteggiamento ostile del proprietario di buona parte della superficie: una società del gruppo Ligresti.Nel 2003 circa metà delle aree sono state acquisite dal Comune di Milano tramite esproprio.

La situazione procedurale ad oggi
L’Amministrazione attuale ha operato in questo ultimo anno per definire la realizzazione del Parco. Ha nella passata primavera riapprovato, con delibera di Consiglio 23.04.07 n°20, la Variante al Piano regolatore del Parco Ticinello, che era scaduta, tale documento ribadisce la presenza di un’agricoltura reale nel parco e l’indispensabilità della Cascina Campazzo a questo uopo.Ha nel mese di giugno adottato, con delibera di Giunta 12.06.07 n°1374, il progetto preliminare del Parco.Ha anticipato, nella revisione di bilancio del settembre scorso, con delibera di Consiglio 27.09.07 n°5, lo stanziamento per le opere del primo lotto del parco e per l’acquisizione della Cascina Campazzo al 2007.
Il passaggio prossimo indispensabile per la realizzazione del Parco è la Dichiarazione di Pubblica Utilità sulla Cascina Campazzo che consentirebbe l’acquisizione, tramite esproprio della Cascina stessa, passaggio di competenza dell’Assessore alla Pianificazione Territoriale Masseroli.

Motivazioni dell’urgenza
Sulla Cascina Campazzo sta avvenendo lo scontro determinante per il futuro del Parco Ticinello.
Il proprietario con una serie di atti legali sta cercando di allontanare l’agricoltore affittuario dalla Cascina, convinto che in assenza di un’attività agricola in loco tutto il progetto Parco Ticinello e la cascina in particolare possano essere riconsiderati. E’ stata inoltrata all’agricoltore una citazione per risarcimento danni alle strutture
E’ stata richiesta al tribunale di inibire le attività di fruizione socio, culturali e didattiche che attualmente si tengono nella cascina. Infine pende un precetto di sfratto dalla cascina, da eseguirsi nelle prossime settimane.

Conclusioni
Per evitare l’allontanamento dell’agricoltore e relative conseguenze è indispensabile che la Dichiarazione di Pubblica Utilità sulla Cascina Campazzo, che attualmente è a disposizione dell’assessore Masseroli venga portata in Giunta per essere deliberata subito, superando i condizionamenti che la proprietà Ligresti sta esercitando sull’Amministrazione per bloccare questo passaggio.

Alberto Belotti

Rio de Janeiro: la resa dell'albero

LARGO DE JANEIRO,RESIDENTE DIFENDE ALBERO:"DA QUI NON SI MUOVE"
(OMNIMILANO) Milano, 15 nov - "Da qui non si muove": abbracciata all'albero di largo Rio de Janeiro per impedire che venga asportato e ripiantumato da un'altra parte. E' la protesta di Eddi Cambiaghi, milanese da tempo impegnata sul fronte della difesa degli alberi dai progetti di abbattimento per far posto ai parcheggi. Stamani, dopo che si è diffusa nel quartiere la voce che la società incaricata dei lavori per i box sotterranei stava asportando i due 'cedri del Libano' da anni inseriti nella piazza, un gruppo di residenti di è radunato per impedirne lo spostamento. Arrivati troppo tardi per "salvare" il primo albero, già trasferito per essere ripiantumato in piazza Piola, i residenti si sono quindi concentrati sul secondo albero, con l'attivista che lo
ha letteralmente abbracciato inscenando una protesta che ha costretto a interrompere i lavori. Sul posto anche la polizia che segue la situazione. Al momento la situazione è di stallo: i residenti chiedono che l'albero non venga portato via, la società che deve eseguire i lavori sostiene di non poter far altro, altrimenti i lavori non possono partire. Sul posto anche Maurizio Baruffi, capogruppo dei Verdi a palazzo Marino che spiega: "Anche se questi alberi non vengono abbattuti ma il progetto è di ripiantumarli il timore è che una volta spostati non possano sopravvivere a
lungo. Da qui la richiesta di eseguire i lavori di scavo preservando questo albero".

giovedì 20 settembre 2007

Zibido, Musica medievale per un affresco cinquecentesco tornato a nuova vita

Zibido San Giacomo (20 settembre 2007) - Ritorna a nuova vita la cappella della Vergine del Carmelo dopo il restauro operato da Italia Nostra grazie al Fondo Enzo Monti.
La cappella - con volta a stucchi e riquadri con le invocazioni alla Madonna - reca sulla parete di fondo un grande affresco cinquecentesco, nel quale sono rappresentati San Giacomo e Sant’Alberto Carmelitano (in origine, presentava al centro la Vergine del Carmelo).
Il restauro è stato presentato sabato 22 settembre alle ore 16.30 nella chiesa di San Giacomo, nel centro cittadino a pochi passi dal municipio, da Sandra Bandera della Soprintendenza e dal restauratore Luigi Parma.